il terrore degli innocenti
Luigi Scardigli
Renato Fabbeni, poco più di un anno fa, è stato pestato alla piscina comunale di Montecatini
Ora vive nel terrore, protetto, in casa, da telecamere a circuito chiuso. “Quelli che mi hanno aggredito sono ancora in libertà”.
nella casa dove abita con la moglie e i due figli, nella campagna di Buggiano, ci sono una ventina di telecamere a circuito chiuso. E lì resteranno a vigilare ogni eventuale qualsiasi strano movimento, anche dopo che il tribunale avrà emesso la propria sentenza, probabilmente.
“Da quel maledetto 7 maggio 2009 non ho più avuto pace: aspetto che la giustizia risarcisca il danno, rimargini le ferite e il terrore che possa accadere di nuovo. Per questo, in qualsiasi momento, desidero sapere dove stiano e cosa facciano i miei figli e per questo ho deciso di installare questo circuito di videosorveglianza”.
La vita di Renato Fabbeni, dopo il terribile pestaggio subito poco più di un anno fa, all’interno della piscina comunale di Montecatini, ad opera di quattro extracomunitari (la notizia intasò le cronache locali per alcuni giorni), non è più la stessa.
Non solo perché in seguito a quella violenta e inspiegabile aggressione abbia subìto vari interventi chirurgici con inevitabili, dolorosi e inguaribili, strascichi sanitari, ma soprattutto perché da allora, non ha più pace. “Mio figlio, da quel giorno, non vuole più dormire da solo: pensate a cosa possa aver subito, quel 7 maggio,
quando vide quattro uomini accanirsi contro suo padre, a terra, fino a poterlo uccidere.
Quel ricordo, forse, che è un vero e proprio incubo, non lo abbandonerà mai più”.
Contro gli aggressori,individuati e riconosciuti grazie alle telecamere interne del centro estivo comunale di Montecatini, Renato Fabbeni ha naturalmente sporto una denuncia penale (una anche civile nei confronti dei gestori dell’impianto).
“Il mio avvocato ha detto che a febbraio si sarebbe iniziato a veder qualcosa di concreto, ma siamo già a settembre e tutto è ancora fermo”. Quando gli chiediamo di ripercorrere gli istanti di quei drammatici momenti vissuti, Renato si massaggia lo zigomo sinistro, ricostruito con un intervento di chirurgia plastica." Potete anche non crederci ma è più grande il dolore di sapere che quei quattro stiano serenamente ancora spasso, che quello che mi perseguita, da allora, su tutto il viso: la parte sinistra della faccia non la sento più. Anche per mangiare, spesso, incontro non poche difficoltà, soprattutto nella masticazione.
Però mi preme anche sottolineare come non sia affatto prevenuto, né tanto meno razzista: pensate che qui, accanto alla mia abitazione, vivono alcuni rumeni con i quali ho un buonissimo rapporto. Spesso mangiamo anche insieme”.
Quando salutiamo e ci congediamo, i due figli sono ancora nel salotto, così come li abbiamo trovati, a vedere i cartoni animati in televisione. Fuori, nel piccolo giardino, il vecchio Zoe, un boxer di dodici anni, è sdraiato a terra, in cerca di refrigerio: prova ad alzarsi e a scodinzolare, ma è vinto dal caldo e resta immobile, all’ombra. Squilla il cellulare: è la moglie, che è a Pistoia, all’Inps, in cerca di lavoro.
“Faccio il magazziniere a Monsummano: alcuni giorni devo parlare molto con i miei colleghi e la sera, per questi problemi che ho alla bocca, sono distrutto.
Non mi è stata riconosciuta alcuna infermità, ma fa lo stesso.
L’importante è che i miei bambini, un giorno, possano dimenticare”
Nessun commento:
Posta un commento