La gente comune non parla spesso di “paura del diverso”, sappiamo perfettamente di essere tutti diversi e nessuno mette in dubbio che la diversità sia positiva, può darsi che lei abbia informazioni sbagliate o di parte.
Non ci sono “diversi ignoranti” e “diversi incompresi”, ci sono, è vero i razzisti, (o idioti) ma appartengono ad entrambe le categorie perchè esiste anche il razzismo degli altri, dei cosiddetti “incompresi” , anche se lei parla soltanto del razzismo di chi “non conosce ed accetta, non accoglie”, ma non parla di quelli che non hanno nessun interesse ne a comprendere ne a farsi comprendere, ad integrarsi e rispettare le regole.
E’ vero, abbiamo paura, sia noi che “chi e’ altro da noi”, con i quali fianco a fianco viviamo,
lavoriamo e cerchiamo di sopravvivere pur fra mille difficoltà, anzi tra di noi abbiamo rapporti migliori di quelli che spesso abbiamo con le istituzioni.
Ma senza stare a scomodare millenni di storia e filosofia, o concetti dovuti alla formazione o le esperienze, non è paura di “ciò che è altro da noi”o “paura da percezione”, paure ancestrali ed altro, è molto più semplicemente la paura di ciò che provoca paura, ed è una paura reale che nasce dal sentirlo il male, non dal percepirlo, è paura dei finti deboli e dei nuovi forti, paura dei bisognosi per mestiere e non per necessità, paura di chi delinque, di chi vive di prepotenza e con questa sua forza troppo spesso vede soddisfatte le sue assurde pretese da istituzioni sia civili che religiose assurdamente deboli con i forti e forti con i deboli, i veri deboli, quelli che non sanno chiedere o tacciono, a qualunque razza o religione appartengano e qualunque sia il colore della loro pelle.
Non abbiamo paura dello straniero, abbiamo paura di chi contrabbanda spesso forti e giustificate incazzature come razzismo o non comprensione, è paura dei peggiori e del peggio che ci vengono imposti ogni giorno da chi arroccato nelle sue certezze e nel suo scarso senso della realtà (senza voler pensare a peggio) ha la presunzione di fare l’ avvocato difensore non della persona ma delle persone, di intere categorie, come se il bene stesse tutto da una parte ed il male tutto dall’altra, trovando sempre e comunque il modo di giustificare o trovare attenuanti anche a comportamenti inaccettabili, abbiamo paura di chi fa regole sbagliate e di chi non fa rispettare quelle giuste, paura di chi dovrebbe proteggerci dalla paura, paura di chi ha trasformato il “sociale” in una banca dell’ ingiustizia (in tutti i sensi) che fa spesso scelte “non comprensibili” con soldi della comunità.
Invece di continuare a cercare di convincerci che sbagliamo, che dobbiamo capire, adeguarci, chi si è assunto responsabilità pubbliche operi con correttezza, capacità, imparzialità e soprattutto nel rispetto di tutti, e per tutti intendo anche degli “altri che non comprendono”, si usi il buonsenso, non ci si limiti a “sentire” ma si ascoltino con l’ attenzione ed il rispetto dovuti le giuste rimostranze dei tanti, troppi componenti del vero basso e soprattutto se ne tenga conto, si faccia in modo che le persone perbene che ancora esistono e meriterebbero un paese migliore possano sicuramente comprendere ed eventualmente accettare, non semplicemente subìre come accade adesso, una volta fatto questo vedrà che nessuno se non i soliti idioti di ambo le parti potrà più essere accusato di razzismo.
E mi permetto di tornare a ripetere ciò che le ho scritto a riguardo della sua opinione sull’ articolo “il terrore degli innocenti” del mese di settembre 2010 (non so se l’abbia ricevuta) e cioè che chi pur rappresentando istituzioni che richiedono grande senso di responsabilità ed altrettanta obiettività è sbilanciato totalmente e pubblicamente da una parte, non è ne che rassicuri i poveri cristi ne faccia ben sperare per il futuro, con questo la saluto, grazie .
Alessandro