mercoledì 25 maggio 2011

diversi o uguali ? il giullare aprile 2011

dè fortemente influenzata dal nostro stato mentale, psicologico





di Jacqueline Monica Magi





Giudice del Lavoro al





Tribunale di Livorno e Scrittrice culturale. Quanto più conosciamo e siamo aperti





all’esistenza del diverso, dell’altro tanto meglio possiamo





Sento spesso le persone parlare della paura del diverso, di ciò che è altro da sé.



La motivazione profonda di ciò è sicuramente nel fattore della mancanza di conoscenza di ciò che è altro, che, una volta conosciuto, spesso diventa amico e familiare.



Nel passato, quando i sistemi di comunicazione e di conoscenza erano limitati, quando gli ordinamenti giuridici non garantivano la vita di ognuno, quando prevaleva il più forte sia sostanzialmente che formalmente, era comprensibile avere timore di quanto era sconosciuto e poteva dimostrarsi nemico della propria sopravvivenza.



Erano i tempi della schiavitù, della legge del più forte e molti popoli sanno quanto è costato credere nel diverso e accoglierlo.



La storia del Sud America per prima, ma anche dell’Africa, lo dimostrano.



Oggi del nostro pianeta sappiamo tutto, nessun popolo è sconosciuto e sappiamo cosa aspettarci da ognuno.



Esiste inoltre un diritto internazionale convenzionalmente riconosciuto che assicura ad ogni uomo il diritto alla vita e all’integrità fisica e garantisce l’autodeterminazione dei popoli.



Vi sono dunque le condizioni storiche di conoscenza e sicurezza per poter affrontare il diverso con serenità.



Nonostante ciò pare che la paura ancestrale dell’ignoto prevalga e la paura del diverso, dell’altro da sé rinfocola posizioni di chiusura all’altro, di ripiegamento sul certo e conosciuto.





Diverso vuole letteralmente dire differente, dissimile, ma anche “vario”, in italiano antico “molti, parecchi”.



Avere diversi colori significa avere molti vari colori, non uno solo.



Avere diverse scelte è positivo. Ciò che è diverso è un di più rispetto a noi, aggiunge qualcosa che non abbiamo anche se può essere solo una sfumatura. Questo per dire che “Diverso” è una parola positiva, un valore aggiunto, non una connotazione negativa.



Possedere diversi colori, conoscere diverse lingue, saper usare diverse tecniche è positivo.




Convivere con persone di lingua e cultura differenti dalla nostra ci apre la mente , ci fa conoscere l’esistenza di altre realtà e ci permette di giudicare meglio la nostra , ce ne fa vedere meglio le caratteristiche e i limiti.




Ci offre strumenti culturali per affrontare la realtà nel suo complesso come essa è realmente, non come vorremmo noi che fosse.



La percezione stessa della realtà e di tutti i suoi elementi è fortemente influenzata dal nostro stato mentale, psicologico e culturale.



Quanto più conosciamo e siamo aperti all’esistenza del diverso, dell’altro tanto meglio possiamo superare i nostri limiti interni e comprendere il mondo che ci circonda.



Diverso quindi è un valore, essere differenti significa avere di più, non di meno. L’altro da noi ci porta conoscenza e consapevolezza del mondo e di noi stessi.



Ho capito le caratteristiche essenziali della mia origine europea solo al momento in cui mi sono confrontata con mio marito africano.




Eppure ho studiato molto in vita mia, conosco il greco antico e gli scritti dei filosofi che hanno fondato la nostra civiltà, ma il profondo significato dell’essere platonico di questa nostra Europa l’ho capito solo dalla quotidiana convivenza con una cultura altra, lontana, DIVERSA.



Essere così differenti non ci impedisce di avere un dialogo su basi comuni di rispetto uno per l’essere dell’altro e di integrare le nostre culture per creare il nostro nuovo modo di viverle.



Sicuramente ci fa crescere e accresce i nostri orizzonti, ci regala prospettive mai immaginate prima e ci offre nuovi strumenti culturali per misurare il mondo. Avere nuovi e più ampi strumenti culturali ci permette di ESSERE LIBERI, liberi nel pensiero e liberi nel giudizio su quanto ci circonda e soprattutto liberi nel nostro essere profondo, affermando noi stessi e le nostre radici senza bisogno di aggredire l’altro. Avere ampi orizzonti culturali ci offre anche gli strumenti per conoscere meglio e quindi difendere la nostra radice culturale senza alcun bisogno di aggredire per farlo. La conoscenza ci rende consapevoli e perciò forti di noi stessi, ma solo con l’incontro con l’altro possiamo avere vera conoscenza e scoprire la nostra vera essenza e la nostra forza.



Diverso quindi è un valore che non può né potrà maioglierci la nostra identità, quella vera, ma solo rafforzarla…oppure far cadere le maschere di una falsa identità…










Scrivete a Jacqueline Monica Magi





all’indirizzo email info@ilgiullare.com











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